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Riscoprire il piacere dopo 20 anni

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Sono tanti 20 anni, diciamo che dopo 20 anni ti abitui a tua moglie, oramai conosci ogni singola parte del suo corpo. Conosci il suo seno, le sue gambe, il suo culo, le sue imperfezioni. Dopo 20 anni tua moglie non dovrebbe apparire più come il “sogno erotico“, e questo è capitato a me, che dopo questi lunghi anni di matrimonio oramai vedevo una persona in casa vista e rivista, e non mi eccitava più. Anche quando usciva dalla doccia ed intravedevo il pelo della sua patatina, non mi turbava più di tanto. Oramai ero asettico, asessuato, infatti da anni praticavo settimanalmente il “sesso fai da te“. Sono stato qualche volta da una escort, magra, giovane, bella, con un culo tonico e delle labbra carnose. Ogni volta che me lo prendeva in bocca pensavo a quando io e mia moglie eravamo “più giovani” ed ogni luogo era quello giusto per distrarsi e rilassarsi ad una lunga e piacevole scopata. Come quella volta al lago, sul Garda, subito dopo il lavoro, dopo un appuntamento per vedere un affitto in quelle zone, lei mi sussurrò di essere bagnata bagnata e che aveva voglia, ma non voleva tornare a casa, diciamo che mi fece capire che non voleva scopare sul letto, ma aveva voglia di esibirsi, amava essere spiata, guardata, scrutata.
Dopo 20 anni ti rompi un pò le palle, e purtroppo tutto ciò spegne anche l’amore, poichè diciamoci la verità, esiste il “sesso senza amore“, ma senza sesso no, molto difficilmente si riesce ad amare. Il messaggio del giorno seguente, il buongiorno al mattino, la carezza durante la cena…

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Non immaginavo mai potesse accadere ciò che sto per scrivervi.

Un amico mi aveva raccontato che aveva dato un pò di fuoco, un pò di sale, alla sua vita sessuale con dei sexytoy presi ad un sexy-shop, con una buone dose di intimo, una cena di pesce ed una camera d’albergo. Mi disse più volte di provarci, ma proprio non potevo immaginare mia moglie, oramai con una 48 di pantaloni, indossare delle guepiere, mi sembrava davvero una “mortadella”, proprio non mi arrapava. Quella sera tornai a casa, avevo giocato con lui a tennis, e sotto le docce – negli spogliatoi – mi raccontava che avrebbe portato la moglie in un ristorante noto di Verona, e che dopo avrebbero continuato la serata in un club abbastanza trasgressivo, uno di quello per scambisti, dove è facile ficcare il pisello in culi e bocche mai visti prima. Tornando a casa, in auto, pensai di fermarmi a questo sexyshop, ma così..per mera curiosità. Mi fermai, e notai davvero con meraviglia un modo a me totalmente sconosciuto. Vibratori, masturbatori, falli anali, anelli, lubrificanti e chi più ne ha più ne metta. Pensai che forse sarebbe piaciuto a mia moglie giocare con uno di quelli, e perchè no, giocarci insieme. Spesi poco più di 100 euro, comprai un vibratore da clitoride (mia moglie ha sempre e solo raggiunto l’orgasmo con la stimolazione del clitoride), poi un lubrificante per i rapporti anali, comprai una mutandina di pizzo per lei (taglia 48) e delle calze autoreggenti. Uscii dal negozio. Tornando le mandai un messaggio, le chiesi se la seconda auto di famiglia fosse in garage o fuori in cortile, lei mi scrisse che era fuori, proprio davanti casa. Prima di parcheggiare l’auto, mi accostai alla seconda auto, quella che usa lei tutti i giorni per andare a prendere il bimbo più piccolo a scuola. Aprii la portiera, le misi il contenuti dei “giocattolini dell’amore” sulla postazione del guidatore, con un bigliettino, un post-it giallo, di quelli che uso in ufficio. Le scrissi: posso portarti a cena fuori? Non chiedermi che intenzioni ho, apri il regalo.
Entrai a casa, sudato, impaurito, emozionato..non sapevo come l’avrebbe presa, non penso bene, ma nemmeno pensavo male. Dopo 20 anni di matrimonio oramai ero abituato a vederla come mamma dei miei figli, che stirava magliette sporche di nutella e jeans sbucciati dalle cadute. Le chiesi dove fosse il carica batterie del cellulare, mi riferivo a quello della macchina. Che domande mi fai, rispose lei, è nella mia auto. Cortesemente puoi andare tu a prenderlo? Le domandai con una voce tremolante, impaurita, insicura. Certo, ci vado subito. La spiai dalla finestra del giardino, quella che da sulla strada, da lì era facile vedere il via vai di auto, e proprio davanti alla finestra, appena più a destra, cercavo disperatamente di vedere il suo volto. Se si fosse incazzata potevo sempre dire di non essere stato io, mi avrebbe però fottuto il post-it, marchiato con il logo della società per la quale lavoro. Si fermò in auto, forse 10 minuti, forse 12. Aveva con cura scartato la confezione, visto il contenuto, lette le istruzioni. Quando uscii dalla macchina, mise il post-it nella tasca destra dei suoi pantaloni neri, gli stessi che usa solo quando è a casa. Sorrideva, non era incazzata. Magicamente sentivo il mio pisello vibrare, anche lo stomaco non era da meno. Tornò a casa, nostra figlia Giorgia era in camera, studiava pianoforte e stava ripassando una lezione di solfeggio. Mi chiamò, con la sua voce amica. Non mi chiamò per nome, bensì “amore”, e voi maschi sapete perfettamente a cosa alludo. Andai in cucina, dove stava preparando gli gnocchi fatti in casa. La tavola era piena di farina, e i gusci delle uova appena rotti. Mi prese per i colletti della camicia, iniziò a chiamarmi “maiale“, porco, bastardo, stronzo! Era eccitata, e per un attimo sono tornato indietro di 20 anni, quando al nostro primo incontro mi disse, con aria da maiala, se volevo sbatterglielo nel culo! Siamo rimasti in cucina, lei con la sua mano nei miei pantaloni, avevo un cazzo duro come il marmo. Io da dietro, le ficcavo il dito medio tra i peli ed il culo, la trovai bagnata. Portai un dito al naso, per sentire il suo odore. Cazzo è lei, è lei! Come 20 anni fa, proprio lei. Volevo scoparla li, tra la farina ed i gusci delle uova.
Papà…Mamma, esco, vado a lezione! Giorgia andò via, eravamo da soli a casa. Lei mi guarda, con aria da vera zoccola (capitemi amici), mi disse se mi andava di vedere un film porno su internet, che un paio di giorni prima alle IENE su Italia uno avevamo visto un servizio che parlava di pornografia.

Non andammo a cena, scopammo due volte, la prima le venni in faccia, dopo 3 minuti, mi chiese di essere trattata come una puttana, eseguii la sua volontà. La seconda le venni dentro, come mai fino ad oggi.

20 anni sono tanti, ringrazio quella partita a tennis con Gianni, il mio collega di lavoro. Ora sono passati quasi 2 anni, e siamo rinati. Lei va a correre tutte le mattine, ama il suo fisico, ha cambiato colore dei capelli, si è tatuata un fiore sul piede. E’ un’altra donna. Quanto cazzo di tempo perduto. Quanto cazzo di tempo buttato all’aria. Il sale ragazzi, il sale! Mettete sale nella vostra vita.

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Vi saluto tutti