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Sesso e lavoro: come capire se un collega ci sta

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Potrebbe essere a volte imbarazzante, a volte anche problematico ma tuttavia estremamente coinvolgente vivere una relazione con un/a collega di lavoro. Nella maggioranza dei casi si tratta di relazioni estemporanee e clandestine che nascono da un desiderio originato dalla nostra chimica che ci invita al tradimento e a cogliere l’attimo.
Diciamo subito che quasi tutti si nascondono dietro il ‘Carpe Diem’ che pare essere divenuto una sorta di rifugio dove riporre eventuali rimorsi, laddove ci siano partner inconsapevoli di essere stati traditi.
E se un tempo il sesso in ufficio era una prerogativa del ‘capo’ nei confronti di una sua dipendente o di una sottoposta, al giorno d’oggi è un atto che coinvolge anche i semplici colleghi.
In fondo, se si considera quanto tempo si trascorre al lavoro lontano dal proprio partner, risulta in qualche modo favorito il concetto di un tradimento a base di sesso e non di sentimento originato, oltre che dalla voglia, anche dal quel gusto di proibito e di clandestinità che rende l’atto fisico come una eccitante sfida.

Seria o estemporanea?

Ma la relazione deve essere seria oppure estemporanea e quali sono le eventuali controindicazioni? Dopo aver sottolineato il fatto che ogni storia è a se stante e che non esiste un vademecum che illustri come funziona una relazione di sesso tra colleghi, è tuttavia possibile riassumere quelle che sono gli elementi ricorrenti che possono in qualche modo codificare il comportamento.
Solitamente si tratta di relazioni estemporanee che non creano alcun sisma a livello sentimentale e questo è un bene. Infatti il detto ‘occhio non vede, cuore non duole’ calza perfettamente laddove l’incontro a base di sesso tra colleghi sia fatto con l’ovvia discrezione e senza lasciare alcuna traccia. Problematico sarebbe un coinvolgimento sentimentale anche se spesso quest’ultimo viene scambiato come tale mentre, in effetti, si tratta solo di un momento emozionale che passa subito dopo l’aver vissuto la ‘novità’ del sesso con un altro partner.

Il sesso fa bene o no?

Si deve rinunciare a consumare un tradimento con un/a collega di lavoro in nome di qualcosa? Se non siamo legati a qualche modello comportamentale che severamente considererebbe una relazione a base di sesso seppur estemporanea, possiamo dire che il sesso fa sempre bene e rinunciarvi provocherebbe un futuro rimorso. Quante volte ci siamo negati a tradire il partner in nome dell’amore che ci lega per poi morderci le labbra per aver perduto quel treno che non passerà un’altra volta?
Vivere un rapporto fisso significa avere l’intelligenza di evitare qualsiasi acredine che potrebbe originarsi, ad esempio, con una confessione che ci liberi la coscienza dal tradimento consumato per addossarla totalmente (e in modo sofferente) all’inconsapevole partner che si troverà ad affrontare una situazione imprevista foriera di dubbi circa il futuro del menage che si credeva limpido.

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Quali sono i segnali per sapere se in ufficio qualche collega nutre interesse per portarci a letto?

Non è necessario essere muniti di uno straordinario sesto senso per comprendere se il/la collega di ufficio nutre un certo interesse per noi. Risulta sufficiente ‘leggere’ qualche segnale che, in modo incontrovertibile, segnalerà il fatto di non essere totalmente indifferenti, al contrario.

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Queste le nostre indicazioni:
1) Incrociando il/la collega di lavoro questa arrossisce con un lieve sorriso e, nel contempo, cerca ma rifugge il nostro sguardo.
2) Quando ha chiesto a una comune conoscenza il nostro numero di telefono o il nostro profilo social per aggregarci nella lista dei suoi contatti.
3) Quando ci accorgiamo che cerca un contatto fisico con qualsiasi scusa o, se tenta di sfiorarci casualmente per stabilire una sorta di complice intesa.
4) Se ci domanda, anche con acrobatiche scuse, se abbiamo una relazione.
5) Se veniamo a sapere in ufficio che ha fatto domande su di noi per conoscere i nostri gusti e ogni cosa che riguarda la nostra vita.
6) Se vediamo che il comportamento nei nostri confronti risulta protettivo nei confronti di terze persone: null’altro è che un moto di gelosia possessiva.
7) Se quando ci si incontra, gli piace provocarci in qualsiasi modo al fine di raggiungere una confidenza che possa essere l’inizio di una relazione.
8) Se ci guarda in un certo modo con interesse volgendo la sua attenzione su ogni nostro gesto.
9) Se allude a piccoli progetti da fare insieme (anche a livello di lavoro).
10) Se ci riempie di attenzioni non richieste (regalini, pensierini, messaggi e smile su social e smartphone).

Ma gli indizi possono proseguire con ripetuti sorrisini di compiacimento oppure con una forma di nervosismo che rende goffo qualsiasi movimento quando si trova davanti a noi come se fosse sotto esame.

Ovviamente ci sono anche dei segnali che – laddove fossimo noi interessati ad una relazione- ci indicano le possibilità di un probabile rifiuto:
1) quando incontrandoci non va oltre ad un normale saluto
2) quando notiamo che si diverte con altri colleghi/e senza interessarsi a noi
3) quando ci parla del suo partner lasciando ad intendere che è (era) qualcosa di speciale
4) quando nonostante i nostri input, non avvertiamo alcun interesse ed ogni scambio di parole è praticamente telegrafico
5) quando non ci chiede mai niente di personale e non cerca alcun tipo di contatto fisico
6) quando ai nostri inviti di uscire insieme ha sempre trovato delle scuse banali.

Cercate di razionalizzare la vostra voglia e, nel caso, tradire con la consapevolezza che vi state togliendo solo un capriccio fisico, senza costruire castelli in aria.

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